POLVERE

 

 Quando m’accorgo che la mia dolcemetà pulisce casa con troppa assiduità,, passando dal normale al maniacale, interpreto ciò come  un segnale di disagio.

Lei sfoga le sue preoccupazioni del momento lustrando i pavimenti già puliti, lavando i vetri anche se si annuncia una giornata di pioggia, spolverando e rispolverando per ogni dove. Sta a me capire cosa la tormenta e intervenire di conseguenza. In questo momento abbiamo una casa che brilla più della Lanterna  ed io reagisco cercando di distoglierla da questi suoi sfoghi,, dapprima prendendola un po’ un giro, e poi cercando di allontanarla dalla casa.

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Credo che Lei non aspetti altro che io la punga per rispondere per le rime e scaricare così la tensione.

Esco sul poggiolo. E’ lì , inginocchiata sulle mattonelle, che sfrega come una pazza.

Mia lì “ –dico indicando le mattonelle “ Luxan tanto che pâ che t’aggi dæto a çeia “ poi facendo finta di scivolare aggiungo “ L’è vegnuo un poggiolo peigoso. Se scuggia ….. “

Continuando a fregare risponde “ Sperammo che scuggian anche e formigoe “

All’interno di casa il suo scatenamento peggiore è contro la polvere. Lei ci parla con la polvere, è una cosa viva, la odia, le promette che un giorno troverà il modo per farla sparire definitivamente.

Ed io “ Ti stæ levando a pùa a-a pùa “    E lei “ Magara ! “

Ed io “ O strasson da levâ a pùa o l’è pin de pùa “  Ci casca quasi sempre e lo va a sbattere fuori dal balcone. Poi, qualunque oggetto io esamini e sentenzi che c’è rimasto un granello di polvere, lei lo ripassa con cura. Fino al mappamondo in camera dei ragazzi. Ormai è un gioco, io  l’accendo, lo faccio girare, cerco di proposito l’ Africa e sentenzio “ Chì gh’è da pùa “  e Lei, stando al gioco, ben contenta di ribattere, risponde : “ Pe forsa. O l’è o deserto do Sahara ! “

Ma oggi no, oggi ho cambiato posizione geografica. Il mio dito è puntato sull’ Italia.

Lei strabuzza gli occhi, tituba., ci pensa un attimo, poi riprende il controllo della situazione:

                                            " A no l’è pùa, ma bratta “ "

 

 

Sergio Marini 2007


                                                                                                     per la traduzione dei dialoghi da Genovese a Italiamo. Genovese