KERAUNOFOBIA

Son giornate di paranoia, queste, per chi prova paura , se non terrore, dei
lampi e tuoni.
E la mia dolcemetà sono alcuni giorni ormai che vive dietro la porta della
dispensa assieme alle scope, mentre io me ne resto affacciato alle finestre
a godermi lo spettacolo pirotecnico.
Basta l'aggiunta di una nuvoletta sul meteo TV e il simbolo a zig zag del
temporale che è bella che andata.
Comincia ad agitarsi nervosamente e cambia
immediatamente d'umore e vorrebbe di già sbarrare porte e finestre mentre
fuori splende un sole hawaiano
e l'aria è rovente come nel deserto della morte. Mah ! - dico io - quel tale in
televisione ha detto che - forse -pioverà domani e comunque i zig e zag alla Zorro
sono sulle Alpi. Non c'è spiegazione che tenga. Lei, se ce l'avesse, sarebbe già nel rifugio
antiatomico. In mancanza di quello, non potendo infilarsi dentro l'armadio
che ormai rigurgita di vestiti, è pronta a mimetizzarsi con le scope, che
riposano in dispensa, al primo rimbombo.
E' l'ora di cena, sento il profumo
dell'arista di maiale al rosmarino e vin bianco che s'infila tra la tastiera e
il monitor e mi convince a smettere di pigiare sui tasti.
La dolcemetà ha già apparecchiato e appare nervosissima. Ha appena parlato al telefono con una
delle sue amiche .
" A Turin l'è gragneua ! " piagnucola.
Fuori, nel crepuscolo, s'addensano
nubi minacciose ma paiono abbastanza lontane. " Ne dividan 170 kilometri "
dico per rassicurarla.
" Ma a Rosciggion derrua e a Savonn-a ghe'n vento che o porta via "
replica. Non si scappa. Ha fatto il giro di telefonate pre-allarme. E' più informata
della Protezione Civile." Mancan i dati de Campomaron , Ciävai e Isoa do Canton " butto lì. Mi
fulmina con un'occhiata.
" Saiâ megio che tièmmo in sà e giöxie .." Il tono è preoccupato.
" Con o cädo che fa ? Ne tappan l'äia e fan scûo. Primm-a çenemmo......"
cerco di convincerla.
Forse si è calmata. Ceniamo immersi in uno strano silenzio. Alla fine
chiedo : " ghe
n'è ancon do gelato au caffè ? " La sento armeggiare in cucina quando uno
schiocco seguito da un boato immenso scuote la valle. Vado alla finestra .Sembra che quel boato abbia fermato lo scorrere della vita. Il grande albero
davanti
a casa non muove foglia e il cielo ha assunto un colore che sa di seria
minaccia.
Mi giro, chiamo la dolcemetà : " Vegni a vedde " Non ottengo
nessuna risposta e allora mi dirigo a colpo sicuro verso l'antro delle scope.
E lì la trovo, respira appena nella penombra. " Særa tutto, destacca
anche a corrente e i cavi de antenne " implora
Mi sembra un comportamento eccessivo per un tuono. La finestra del bagno ha
una strana vibrazione , poi, evidentemente mal chiusa, si spalanca di colpo.
Mi precipito a chiuderla e poi corro verso il poggiolo. Il grande albero sta
flettendo come un giunco sotto la spinta di un vento improvviso e violento.

S'alzano mulinelli di polvere e foglie dal cortile. I vasi " urlo " e careghette !! .Sta pe xûâ tutto ! " I vasi !!!, i vasi
!!! "

Devo aver indovinato la password per entrare nel cervello della dolcemetà
perché me la trovo accanto nel tentativo di chiudere tutte le persiane.
Emette gridolini di paura ma non arretra. Praticamente ci barrichiamo in
casa appena in tempo perché il rumore assordante della grandine inizia
subito dopo,
mentre stacco i cavi delle antenne.

La dolcemetà è ritornata
assieme alle scope .E non si muoverà più per una mezz'ora durante la quale io
faccio la spola a sbirciare tra le persiane, per godermi l'insolito
spettacolo, e la dispensa ,per confortarla.... ma non ci sono parole che tengano per chi è affetto da
Keraunofobia.
Passata la tempesta, spalanco finestre e persiane al buio della notte.
Una impressionante coltre bianca ricopre il poggiolo e il cortile
sottostante.
Son chicchi di grandine grossi come noci che si sono accaniti sui vasi dei
fiori rovesciati dall'impeto del vento
. 

Ci piange sopra, la dolcemetà. Per lei quel mix di gerani e piante grasse
che cura amorevolmente sono la sua passione, per me sono una presenza
ingombrante
che mi limita nei miei andirivieni, ma se voglio tenermi in
bella vista la mia collezione di CD è giusto che lei collezioni ciò che più le
aggrada.
Per sdrammatizzare, mentre lei mi mostra una malandata piantina
di menta spuntare tra i chicchi, dico.:
"Poescimo mangiâ un sciorbetto a-a menta au posto do gelato " La replica è " Pe tì, sciorbetto de cactus ! "

Chissà cos'altro m'avrebbe risposto se alcuni lampi in lontananza non
l'avessero
ricacciata tra le scope ?! !?

© Sergio Marini - Agosto 2006 ©