Da Cornigliano, Piazza Massena, percorrendo una stretta e tortuosa strada soffocata da palazzoni, dopo poco più di un chilometro si arriva a quota m.137,in un piazzale sovrastato dallo storico Santuario di N.S.di Coronata dal quale si gode la vista  di buona parte della  Valpolcevera  con le prime propaggini di Fegino che spuntano subito a sinistra oltre il viadotto Autostradale sulla sponda destra del torrente Polcevera mentre in sponda sinistra, sormontate dagli antichi forti Begato, Fratello Minore e Diamante, sempre sulla sinistra,  Rivarolo, Fregoso, il Garbo e Begato  si spargono tra le  colline.   

 

  Oltre il Polcevera, quasi di fronte al nostro sguardo,  Certosa e Campasso, per finire  sulla destra a Sampierdarena,  con la Lanterna a circa cinque chilometri di distanza  seminascosta dai nuovi grattacieli ma ancora ben presente subito dopo il profilo della collina di Belvedere. Infine volgendo lo sguardo a destra : il mare come orizzonte, una parte del porto, la foce del Polcevera, uno spicchio di Acciaierie e di Cornigliano e i nuovi insediamenti industriali di  Campi quasi ai nostri piedi.

 

Le prime tracce del Santuario si hanno già nel 1157, una costruzione dedicata a San Michele che sorgeva dove ora è l'attuale sacrestia. Nel secolo XII avvenne la trasformazione in Santuario mariano e seguito di un episodio popolare ritenuto miracoloso: una nave colta da tempesta al largo di Sampierdarena recava a bordo  una statua della Vergine col piccolo Gesù che scomparve tra i flutti ma venne ritrovata sulla spiaggia. Collocata nella chiesa di San Martino sparì e venne ritrovata misteriosamente presso la cappelletta di San Michele e poichè il fatto si ripetè più volte, le gente del luogo decise di ampliare la cappelletta costruendo appunto il Santuario che poi nel corso dei secoli venne più volte modificato e ampliato fino a subire i saccheggi delle truppe austriache nel 1747 e enormi danni in un bombardamento aereo nel 1943 durante la Seconda Guerra Mondiale. I lavori di ricostruzione terminarono nel 1955 ma la chiesa venne nuovamente lesionata negli anni '60 dalle mine impiegate durante la costruzione della  galleria autostradale  che collega Sestri Ponente e l'aereoporto con il viadotto sul Polcevera. Nel Santuario, molto vasto ed imponente visto dall'esterno ma piuttosto disadorno al suo interno, terminato ormai da più di vent'anni, vengono conservate le statue lignee del Pacciûgo e della Pacciûga del secolo XVIII agghindate con i tipici costumi genovesi dell'epoca, dalle lunghe uose dell'uomo allo splendido scialle che copre la testa della donna. Interessante e molto curiosa la leggenda che ruota intorno ai due personaggi: gli sposi Pellegro e Pellegra diventati il Paciugo e la Paciuga che nell'intercalare dei genovesi sta a significare una coppia di sposi inseparabili. Si racconta di un pescatore della zona di Prè ( intorno all'anno 1000 ) catturato in Oriente dagli Infedeli e rimasto lontano dalla moglie per ben 12 anni e ritenuto da tutti  morto tranne che per la moglie che ogni sabato saliva  alla Madonna  di Coronata  per implorare il ritorno del marito.  Ritornando questi un giorno, per l'appunto di Sabato, e non trovando la moglie in casa, mal informato sul comportamento della moglie, ritenendosi tradito, la portò un sabato a fare un giro in barca e una volta giunti al largo  la accoltellò e la affondò in mare legandole al collo un grosso sasso. Ben presto, roso dal rimorso di quanto aveva fatto, si recò in chiesa ma qui trovò la moglie sana e salva raccolta in preghiera davanti alla Vergine: Un miracolo della Madonna a difesa dell'innocenza della Paciuga che convinse immediatamente il Paciugo e così vissero ancora a lungo felici e contenti......

 

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