Voglio una vita maleducata, di quelle vite fatte, fatte cosė;
   voglio una vita che se ne frega, che se ne frega di tutto, sė...
   voglio una vita che non č mai tardi, di quelle che non dormi mai,
   voglio una vita di quelle che non si sa mai...

Non ci credo! Appena entrato nel magazzino di quella marca di patatine
di cui non riporto il nome, ma che si chiama come un santo di nome
Carlo, sede di Campomorone, mi hanno preso! Stavo ascoltando Vasco con
la mia fidanzata (che sarebbe diventata mia moglie, e poco dopo ex
moglie) quando le ho detto "provo qui!". Sbarbatello di vent'anni,
l'unica cosa che sapevo fare era guidare il furgone. "Comincia
domattina, alle sette". Bene! Finalmente uno stipendio "fisso"!

Alle sette della mattina, eccomi pronto per la sfida. Il venditore
"uscente" veniva alle medie con me.
- La zona non la vuole nessuno - mi dice;
- che zona e'?
- i caruggi.
- I CARUGGI? e mi sono illuminato.

Mi hanno dato un furgone della mia eta', questo:

E sono partito....

   E poi ci troveremo come star, a bere del whisky al Roxy Bar,
   o forse non c'incontreremo mai, ognuno a rincorrere i suoi guai,
   ognuno col suo viaggio ognuno diverso, ognuno in fondo perso
   dentro i fatti suoi...

L'area si fa in una settimana; ogni giorno, una zona.

LUNEDI
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Dop aver toccato i settanta giu' dalla discesa dell'autostrada a
Sampierdarena, rombando e tremando come una capsula al rientro
nell'atmosfera, via sulla sopraelevata, in quello che secondo me e' il
piu' bello scorcio di Genova.

Primi anni 80: non esiste l'Expo; Caricamento e' un capolinea senza il
sottopassaggio; il porto e' diviso dalla citta' da un muro e tanti
cancelli sorvegliati dalla Finanza; la metropolitana e' roba che qui non
ci sara' mai. L'uscita della sopraelevata a Cavour ha ancora la
controparte in entrata; Palazzo San Giorgio sta per venire giu';
Caricamento e' l'inferno in terra.

Prima sosta: piazza San Giorgio (o piazza Cattaneo?). Parcheggio a
fianco di altri furgoni, ma io sono quello che si ferma piu' di tutti.
Come sempre, c'e' la gara a chi arriva prima. Inizia il giro con il
panificio di San Giorgio, poi la Sciamadda. Dopo aver chiacchierato
(poco) con loro, riparto per Canneto il Curto, dove c'era una drogheria
tenuta da un'anziana signora e suo figlio. Si, esistevano ancora le
drogherie! Piu' avanti un bar, sulla sinistra. Passando leggevo sempre
gli apprezzamenti scritti in malo modo con la pittura sui muri, oppure
le frasi che dichiaravano quanto fosse infedele la moglie di Antonio.
Un'altro paio di negozi, la discesa in via Turati nell'altro bar, e un
pezzo di Canneto il Lungo.

Ogni cliente: discorsi, raccolta dell'ordine, a piedi verso il furgone,
apri scarica e chiudi, prendi la roba e portala dal cliente. Decine di
chilometri al giorno! Ecco perche' nessuno voleva i caruggi!

   Voglio una vita spericolata, voglio una vita come quelle dei film;
   voglio una vita esagerata, voglio una vita come Steve McQueen;
   voglio una vita che non č mai tardi, di quelle che non dormi mai,
   voglio una vita, la voglio piena di guai...

Giustiniani. Una delle vie che mi e' sempre piaciuta di piu'. Peccato
che si ci si sia sempre venduto poco... Torno a San Giorgio, mi inoltro
nell'oscura zona eternamente ponteggiata di San Bernardo. Qualche bar,
un'altra ottima drogheria (che comprava se c'era la madre; con il figlio
invece, nisba).

Quella zona meravigliosa che comprende vico San Biagio, Mascherona e
Vico Vegetti, piazza Embriaci, Sant'Agostino, San Donato; e su fino alla
Marina e alle Grazie, per arrivare a Sarzano. Chilometri avanti e
indietro, scansando le pietre dissestate della pavimentazione,
riconoscendo le zone dall'"aroma", quando ancora si usava buttare i
sacchetti di spazzatura dalla finestra; con cartoni a volte leggeri, a
volte pesanti. E sempre zuppi se pioveva!

A mezzogiorno un paio di panini Sottoripa, una pisa sul furgone
aspettando le due. Nell'attesa che riaprissero i negozi, si fanno i bar.
Prima San Lorenzo, parcheggiando in piazza; poi via a litigare a piazza
Cavour, con quello del baretto.

Infine una delle zone piu' rappresentative di Genova: Santa Maria di
Castello e le Grazie. Un circolo di pensionati in cui si sarebbe potuto
girare un film; e i veri caruggi "dove il sole del buon Dio non da i
suoi raggi", con la zona che una volta si apriva verso Madre di Dio, la
caserma dei pompieri, e che invece ora mostrava quella parte di corso
Quadrio con le macchine impolverate e i gondoni per terra...

   Voglio una vita maleducata, di quelle vite fatte cosė;
   voglio una vita che se ne frega, che se ne frega di tutto, sė,
   voglio una vita che non č mai tardi, di quelle che non dormi mai,
   voglio una vita, vedrai che vita, vedrai...

Era un bel giro, quello del lunedi...